TAN e TAEG
Quante volte osservando le varie promozioni di prestiti personali vi è capitato di leggere o sentire parlare di TAN e TAEG?
Sicuramente ogni volta che avete avuto fra le mani un prospetto con la proposta di un finanziamento.
E vi siete mai chiesti cosa siano nello specifico?
Probabilmente no, perchè come spesso accade a chi si intende poco di finanza si preferisce una spiegazione chiara da parte dell’operatore della banca, alla conoscenza magari errata e fuorviante di qualche termine tecnico.
Oggi cercheremo di spiegare in modo semplice di cosa si parla all’interno dei prestiti personali quando si fa riferimento a TAN e TAEG.
TAN= Tasso annuale
TAEG= Tasso annuo effettivo globale
Il primo valore indica sostanzialmente l’interesse puro dei prestiti personali. Poniamo ad esempio di ricevere un finanziamento di 1000 euro al tasso annuale del 2%: il TAN in questo caso inciderà per 20 euro sul finanziamento che verrebbe rimborsato quindi per un valore pari a 1020 euro.
I prestiti personali però, così come altre forme di finanziamento, sono gravati da spese accessorie che incidono sul prezzo del credito concesso; ne sono esempio le spese di istruttoria della pratica, le assicurazioni sul credito ecc…
Sommati questi oneri accessori al credito ottenuto aumentato dell’interesse, si avrà dunque un importo maggiore da rimborsare e quindi un interesse globale più alto di quello espresso dal TAN.
Questo valore globale, modifica la percentuale di interesse espressa dal TAN e viene chiamato TAEG.
Banche ed istituti di credito sono tenuti per legge a specificare nelle proprie promozioni il TAEG assieme alla scadenza delle promozioni stesse.
In caso di finanziamenti superiori a 30.000 euro il TAEG è sostituito dall’ISC (Indicatore sintetico di costo): è solo un modo diverso di chiamarlo, la sostanza resta la stessa.
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CRIF - La centrale rischi finanziari
Parlando di prestiti personali, non si può non far riferimento ed avere conoscenze riguardo alla CRIF o Centrale Rischi Finanziari.
Essa è un’azienda specializzata nella gestione e nello sviluppo di sistemi informativi sul credito e gestisce l’eurisc ovvero la maggior centale rischi sul credito italiana.
Contrariamente a quanto attualmente molti credono la CRIF non è una lista nera dei cattivi pagatori, lo dimostra il fatto che oltre il 95% delle persone iscritte in essa hanno alle spalle un’ottima storia creditizia e questo può rappresentare un grande vantaggio nel momento della richiesta di prestiti personali in quanto alcune banche rinunciano alla richiesta di garanzie a fronte di una buona reputazione creditizia del richiedente.
Alla CRIF sono iscritte oltre 600 fra banche ed istituti di credito collegati telematicamente in modo da poter accedere ai dati in modo rapido per un veloce controllo dell’affidabilità creditizia del cliente.
All’interno delle schede personali degli iscritti, non sono presenti commenti o giudizi soggettivi, ma esclusivamente la storia documentata oggettivamente del cliente. Sarà poi discrezione della banca o dell’istituto di credito decidere, sulla base anche di questi dati, se concedere o no il finanziamento.
Si troveranno all’interno di queste schede invece, oltre ai dati anagrafici dei clienti: i finanziamenti registrati in Eurisc divisi in tre categorie: rateali (prestiti personali, mutui…), non rateali (fidi su conto corrente, anticipi di fatture…), carte di credito.
Queste informazioni relative ai finanziamenti, comprendono la tipologia del prestito, l’importo erogato da rimborsare, la modalità di rimborso del credito, nonchè informazioni riguardanti l’andamento regolare o meno dei rimborsi, ed eventuali dati sul recupero del credito non rimborsato.
Prestiti personali e privacy
Per tutelare comunque la privacy dei cittadini, attraverso l’atricolo 13 della legge 675/96 è conferito il diritto al cittadino di tutelare le proprie posizioni accedendo alla banca dati pre conoscere le informazioni a proprio riguardo e richiedendo nel caso in cui queste fossero modificate la cancellazione dalla CRIF.
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Carta revolving, nuova frontiera dei presiti personali
Sebbene non possa essere inserita propriamente nella categoria dei prestiti personali, data la sua rimborsabilità mensile, la carta revolving può rappresentare un’ottima alternativa di finanziamento.
Essa è una normale carta di credito che permette appunto il rimborso rateale del saldo di fine mese; mano a mano che le rate vengono pagate, viene ricostituita la somma di spesa disponibile in misura pari all’importo saldato.
Oltre alle normali funzioni di una qualsiasi altra carta di credito, la carta revolving contiene al suo interno un prestito utilizzabile per i pagamenti o per il ritiro in contanti presso sportelli automatici.
Altro punto a vantaggio della carta revolving è quello di poter decidere la modalità di rimborso del credito utilizzato non essendo assoggettata ad una rata fissa mensile come nel caso dei prestiti personali e non è inoltre vincolata alla disponibilità liquida presente sul conto corrente.
Unico vincolo di questa carta di credito è quello di dover rimborsare mensilmente una rata minima che corrisponde generalmente al 5% del debito accumulato fino a quel momento.
Il residuo del debito non ancora rimborsato è assoggettato nel mese successivo ad un aumento rappresentato dagli interessi calcolato su base mensile; nel caso in cui invece la carta non venisse utilizzata, nessun aumento verrà applicato.
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